Venerdì 28 luglio

 

> Parco delle Betulle, via Roberto D’Azeglio, ore 17

EVENTO CLAUDIANA 500° Riforma protestante ancora da definire

 

> Parco delle Betulle, via Roberto D’Azeglio, ore 18,30

Aperitivo con l’autore. ALBERTO SCHIAVONE | Ogni spazio felice

schiavoneAda e Amedeo sono sposati da oltre vent’anni, hanno avuto una vita piena e due figli, Sonia e Alex. Ma il meccanismo di questa famiglia si è inceppato e Ada non è riuscita ad assorbire l’impatto di un colpo che l’ha distrutta.
Era una professoressa stimata, una moglie attenta, una madre premurosa, ora, invece, si rifugia nell’alcol. Amedeo la ama ancora, ma non riesce a infrangere la barriera di dolore che si è alzata tra loro. Hanno chiuso fuori il mondo, gli amici, la vita. Solo Sonia riesce a regalare ai genitori ancora qualche momento di normalità.

Alberto Schiavone è nato a Torino nel 1980, vive e lavora a Milano. Ha esordito nel 2009 con La mischia, definito da Gianni Mura uno dei migliori libri sportivi dell’anno. In seguito ha pubblicato due romanzi: La libreria dell’armadillo e Nessuna carezza. Ogni spazio felice è stato pubblicato quest’anno da Guanda.

Un evento in collaborazione con il festival “Borgate dal vivo

 

 

> Parco delle Betulle, via Roberto D’Azeglio, ore 21,15

CON IL CIELO E LE SELVE di MARIO RIGONI STERN

Uno spettacolo interpretato e diretto da PINO PETRUZZELLI

Autore, regista e attore del Teatro Stabile di Genova.

Ingresso gratuito

petruzz

 

Pino Petruzzelli, regista, attore e autore del Teatro Stabile di Genova, diventa testimone dell’amore di un uomo per la propria terra, interpretando i protagonisti del libro “Uomini, boschi e api” di Mario Rigoni Stern edito da Einaudi.

“Voce narrante e fulcro di un monologo letteralmente volato in poco più di un’ora di rappresentazione è Pino Petruzzelli che ha colto in pieno lo spirito dei racconti di Rigoni Stern, rendendogli un omaggio che vale in emozione e sensibilità più di molte altre celebrazioni ufficiali. Petruzzelli si è accostato con rispetto ai boschi, alle stagioni e ai tempi dell’Altopiano, lasciando parlare un mondo fatto di dialoghi con la natura, di sguardi e piccoli gesti al sapore inconfondibile del buon vino e del tabacco, rigorosamente trinciato forte. Un mondo contenuto nelle dimensioni geografiche ma infinito nelle relazioni che è capace di creare. Un mondo che, tradotto in intrecci narrativi, ha la forza della semplicità, nella quale ogni parola, italiana, veneta o cimbra che sia si carica di significati profondi e particolari. Un buon segnavia di tutto ciò è la particolare concezione del tempo sottesa alla poetica di Mario Rigoni Stern; un buon segnavia dell’efficacia scenica del lavoro di Petruzzelli è stata l’emozione, palpabile in sala. Un’ora abbondante, leggera nello scorrere, il pubblico attento, applausi rispettosi e qualche concessione al sorriso, ma soprattutto attenzione ed emozione intense, man mano che sul palco si andavano a manifestare personaggi e situazioni. «Impegnativo davvero, trasformare in azione scenica un testo nato per essere letto sulla carta», è stato il saluto dell’attore: certo, impegnativo, ma a dispetto di un’umiltà che da sola merita un applauso, il valore aggiunto di Petruzzelli è stato aver dato forma non solo ai racconti di Mario Rigoni Stern, ma al complesso sistema di esperienze e pensiero ad esso sottesi” – Lorenzo Parolin (IL GIORNALE DI VICENZA)

 

 

> Parco delle Betulle, via Roberto D’Azeglio, ore 22

PICCOLO CIRCO BARNUM in concerto

8420 Angrogna

pcb“Intima canzone d’autore elettroacustica, scarna, accorata, intensa, poetica; parole suggerite con un fil di voce che esplodono sul finire, arrangiamenti ridotti all’osso, pochi fronzoli e la ricerca dell’essenza”. Rumore.

Il PICCOLO CIRCO BARNUM è un trio electrofolk con echi western e psichedelici, in cui si fondono sonorità acustiche ed elettriche, narrazioni intime e visioni collettive. E’ composto da Davide Bertello (voce e chitarra acustica), Alessandro Savino (chitarra elettrica, slide, e-bow) e Andrea Astesana (basso acustico, stomp box, loop station). Nel 2016 pubblica “8420 Angrogna”, EP autoprodotto ispirato ai cieli stellati, ai cambi di prospettiva che sanno suscitare. Il titolo trae spunto dall’omonimo asteroide, scoperto e classificato presso l’osservatorio astronomico di Prescott (USA) da Paolo Gustavo Comba, matematico e astronomo originario di Angrogna, villaggio montano situato sulle Alpi Cozie, Piemonte Occidentale.