Sabato 29 luglio

 

> Parco delle Betulle, via Roberto D’Azeglio, ore 16,30

GUIDO ANDRUETTO | Bertone. La montagna come rifugio

Un libro appena pubblicato da Castelvecchi in occasione dei 40 anni della scomparsa di Giorgio Bertone, alpinista tra i più forti degli anni Sessanta e Settanta, guida alpina di Courmayeur. Morto a soli 34 anni in un incidente aereo sotto la cima del Mont Blanc du Tacul, mentre effettuava un volo di addestramento a bordo del suo Piper, fu il primo italiano, in cordata con Lorenzino Cosson, a salire in cima a El Capitan, nel parco della Yosemite Valley in California, paradiso degli arrampicatori, tra i più grandi monoliti di granito al mondo. Anche Reinhold Messner mi ha raccontato che quando fecero quell’ascensione, nel ‘74, tutti gli alpinisti in Europa rimasero increduli. A parlare con l’autore ci sarà Simone Bobbio, giornalista per Montagne 360°, la rivista del Club Alpino Italiano, e addetto stampa del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.

Guido Andruetto è giornalista de la Repubblica e scrive anche per il Venerdì, D la Repubblica e Robinson, oltre che per GQ e Rolling Stone.

 

> Parco delle Betulle, via Roberto D’Azeglio, ore 17,30

FABIO GEDA | ANIME SCALZE

gedaSiamo molto felici per il ritorno di Fabio Geda sul palco di UNA TORRE DI LIBRI. E il suo ultimo romanzo, “Anime scalze” (Einaudi) è splendido.

Ercole Santià trascorre l’infanzia ricucendo gli strappi quotidiani della vita. Lui e sua sorella Asia tirano avanti a stento – con fantasia e caparbietà – insieme al padre, un personaggio tanto inadeguato quanto innocente; eppure, come tutti, crescono, vanno a scuola, s’innamorano. Finché, all’improvviso, ogni cosa attorno a Ercole inizia a crollare. Niente sembra in grado di fermare la slavina che lo sta travolgendo, nemmeno Viola, la ragazza che da qualche tempo illumina i suoi giorni. Convinto che quello di incasinarsi sia un destino scritto nel sangue della propria famiglia, è sul punto di arrendersi quando viene a sapere che la madre, di cui non ha notizie da anni, abita non lontano da lui. L’incontro con la donna lo metterà di fronte alla necessità di reagire compiendo una scelta drammatica. L’unica possibile, forse, se vuole cambiare il proprio destino e proteggere le persone che ama.

Fabio Geda ha scritto, tra gli altri, Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani (Instar Libri 2007, Feltrinelli 2009), Nel mare ci sono i coccodrilli (Baldini & Castoldi 2010), L’estate alla fine del secolo (Baldini & Castoldi 2011), Se la vita che salvi è la tua (Einaudi Stile Libero 2014), Anime scalze (Einaudi Stile Libero 2017) e la serie per ragazzi Berlin (Mondadori 2015-2016). È tradotto in trentadue Paesi.

 

> Parco delle Betulle, via Roberto D’Azeglio, ore 21,15

MAURIZIO DE GIOVANNI | I GUARDIANI

degiovanniMaurizio de Giovanni, un altro autore amico del festival UNA TORRE DI LIBRI, vive e lavora a Napoli. Nel 2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi che comprende Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore e Anime di vetro. Nel 2012 esce per Mondadori Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa l’ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea e che è diventata anche una seguitissima serie TV con Alessandro Gassmann.

Tutti i libri di Maurizio De Giovanni sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.

Il suo ultimo romanzo è “I Guardiani” (Rizzoli). Napoli non è una città come le altre. Soltanto Maurizio de Giovanni poteva scrivere questo romanzo, che nasce dalla conoscenza profonda di una città e della sua gente ma si spinge molto più lontano, mettendo in discussione tutte le categorie, comprese quelle letterarie, per inseguire una verità che forse avevamo davanti da sempre e non abbiamo mai voluto vedere. E questo è l’inizio. Solo l’inizio.

A dialogare con Maurizio De Giovani ci sarà lo scrittore torinese Enrico Pandiani.